TRASPORTI E MOBILITÀ

TRASPORTO SOSTENIBILE, MULTIMODALE E SOLIDALE

C’è un’idea che non ha mai attecchito in Italia, quella che se investi nella mobilità investi nel futuro dei territori, creando sviluppo e producendo ricchezza. Un modello integrato di mobilità nella nostra Regione porterebbe ad un miglioramento della qualità della vita, ridisegnando il profilo delle nostre città e dei nostri territori, finanche attraendo investimenti
La questione della mobilità costituisce una priorità assoluta.

Abbiamo due obiettivi: risolvere i problemi ancora aperti sul nostro territorio regionale e contemporaneamente elaborare un progetto a lungo termine per una diversa idea di mobilità.

Il primo elemento che deve vedere impegnati tutti gli Enti interessati, in un’ottica di collaborazione comprensoriale e intercomunale è la riduzione del traffico privato leggero e pesante.

Una politica della mobilità rispettosa dell’ambiente e rivolta alla realizzazione di qualità urbana si intreccia necessariamente con scelte urbanistiche di salvaguardia del territorio e deve essere basata sull’utilizzo di infrastrutture leggere e di spazi vivibili per pedoni e ciclisti.

La mobilità è tra i problemi prioritari che emergono in tutte le aree urbanizzate, il 30% della percorrenza dell’intero sistema dei trasporti è effettuata in città. Le stime aggiornate indicano che l’80% di tutti i costi esterni dei trasporti urbani è dovuto a fenomeni di inquinamento e congestione.

La politica e le istituzioni dovrebbero riflettere e dare indicazioni che possano migliorare la qualità della vita che, come noto, comprende un gran numero di indicatori non solo economici. Quando si stilano le classifiche delle città in cui la qualità della vita è migliore si guarda alla situazione politica locale, all’economia, alla cultura, alla sanità, alla vivibilità dell’ambiente urbano, agli spazi verdi e loro accessibilità, al traffico, e all’inquinamento atmosferico. In queste classifiche, proprio la mobilità, l’accesso ai luoghi e l’inquinamento sono sempre più fattori determinanti di successo.
Si può quindi dire senza timore che il trasporto e la mobilità incidono sul modo di vivere e sulla garanzia dei diritti. Infatti per garantire il bene sociale ed economico della comunità nel suo complesso è necessario che sia garantito l’accesso delle persone ai luoghi, ai servizi e ai beni.
Chi si occupa di mobilità dovrebbe quindi gestire la domanda individuando gli obiettivi da perseguire dopo aver studiato il problema e averne conosciuto i numeri. I dati non hanno connotazione politica, ma quello che può cambiare sono le decisioni politiche, una volta ottenuti ed analizzati i dati.

Sino ad oggi non sono esistite vere strategie in tema di Trasporti, si può solo ammettere che il sistema partitico ha privilegiato il Privato ed ha reso inefficiente il Servizio di Trasporto Pubblico. Quest’ultimo è in passivo, dà un servizio nettamente inferiore alle proprie potenzialità ed è al centro di lottizzazioni partitiche. La politica dei trasporti deve cambiare totalmente!
Il nostro obiettivo consiste nell’integrazione tra i diversi mezzi di trasporto, nello sviluppo di un sistema che incentivi il cittadino ad usarlo ed a lasciare a casa l’auto, nel costruire una rete di servizi che dia la possibilità e la comodità di sceglierlo.

Intendiamo anche sviluppare una rete di trasporti pubblici che privilegi la mobilità sostenibile su ferro. Vogliamo la fruibilità per i disabili, la ristrutturazione delle linee ferroviarie dismesse. Intendiamo rinegoziare con Trenitalia il servizio regionale con particolare attenzione ai pendolari.
Per realizzare tutto ciò proponiamo l’istituzione di un’Azienda Unica Regionale dei Trasporti, concorrenziale con altre società italiane, non lottizzata, basata sulle competenze e che non sia la somma delle aziende e delle poltrone ora esistenti. In questo modo riduciamo drasticamente le dirigenze e investiamo sulla pianificazione a medio e lungo termine.

1. Azienda Unica Regionale dei Trasporti per la mobilità e logistica integrata:

– costituzione di un soggetto unico per la mobilità integrata;

– unico bacino regionale a garanzia della mobilità dei cittadini;

– conferimento di tutte le aziende di trasporto pubblico con quote maggioritarie di Enti pubblici alla società regionale;

– unico CdA con un solo amministratore delegato e riduzione drastica dei dirigenti con eliminazione degli incarichi politici;

– due aree di attività distinte tra mobilità e logistica con visione integrata della pianificazione e sviluppo;

– predisposizione di un Piano Regionale dei Trasporti che avvii innanzitutto un coordinamento tra sistemi di trasporto, integrando orari e luoghi di interscambio, al fine di ottimizzare la semplicità di spostamento di marchigiani e turisti. La finalità ultima sarà quella di ridurre la necessità di utilizzo dell’automobile.

– figure professionali scelte solo con il principio della competenza.

– Puntuale applicazione della normativa relativa all’individuazione del Mobility Manager per le aziende ed Enti pubblici, e creazione di un loro coordinamento.

2. Il treno al centro della mobilità integrata:

– rete ferroviaria/treno/stazioni come struttura portante del sistema di mobilità;

– recupero delle ferrovie e delle stazioni dismesse;

– treni moderni e cadenzati per la mobilità regionale

– stazioni ferroviarie come hub della mobilità integrata;

– progetto stazione futura;

I treni e il trasporto regionale:

– gara regionale per il trasporto ferroviario delle tratte fuori contratto FS;

– partecipazione pubblica agli incontri per il rinnovo dei contratti di servizio.

Progetto stazione futura:

– stazione come riferimento della mobilità per viaggiatori e turisti;

– utilizzo in comodato d’uso e recupero di tutte le stazioni dismesse;

– adeguamento di tutte le stazioni per la mobilità delle persone diversamente abili. Per i ciechi e gli ipovedenti vanno progressivamente realizzati i percorsi audio tattili;

– autostazioni in vicinanza delle stazioni;

– integrazione con linee di trasporto stradali e piste ciclabili;

– parcheggi in prossimità per auto e bici con colonnine per ricarica elettrica (gratuiti per chi poi utilizza i mezzi pubblici);

– aree dedicate sia per bike sharing sia per car sharing.

Mobilità bus urbani ed extraurbani:

– tratte complementari ed esclusivamente di asservimento al treno con eliminazione di tutte le tratte duplicate al treno;

– rinnovo parco autobus attualmente ad alta emissione inquinante;

– utilizzo di mezzi più piccoli per percorsi specifici (ospedali – stazioni, stazioni
– centri storici);

– corse notturne urbane su prenotazione ed a chiamata;

– servizi a chiamata su tratte specifiche;

– trasporti pubblici gratuiti la domenica per le famiglie;

– potenziamento delle corsie preferenziali per i mezzi pubblici con controllo elettronico delle infrazioni;

– disincentivazione del traffico privato in luogo del potenziamento di quello pubblico;

– eco-pass per tutte le auto dirette nei centri storici con una o due persone per auto;

– controllo scrupoloso dell’evasione e del “portoghesismo”;

– sgravi fiscali per le aziende che rimborsano in tutto o in parte gli abbonamenti ai dipendenti.

3. Potenziamento del Portale Web Regionale con la creazione di una applicazione per gli smartphone e il collegamento con una rete di georeferenziazione dei mezzi.

4. Miglioramento di capillarità, tempo di percorrenza, frequenza e costo grazie ad una riprogrammazione dei trasporti regionali e alla garanzia di coincidenze, con orari decisi insieme ai pendolari.

5. Favorire ed incentivare il telelavoro, in modo da ridurre lo spostamento da casa all’ufficio.

6. Intermodalità: introduzione nell’intera rete regionale dei BIR (biglietto integrato regionale), BIM (biglietto integrato metropolitano) e dei titoli di viaggio contact-less distribuiti sotto forma di tesserino che potrà essere usato anche per servizi quali bike-sharing, car-sharing, pagamento parcheggi e i tragitti non in abbonamento. Tessera viaggio inserita nella tessera sanitaria.

7. Mappatura regionale delle piste ciclabili propedeutica alla loro interconnessione urbana e interurbana e Fondi agli enti locali che facilitino la nascita di nuove e moderne piste ciclabili.

8. Rimodulazione della pianificazione aeroportuale in collaborazione con i rappresentanti del comparto. Analisi di attività, flussi, situazione economica e prospettive di sviluppo dell’Aeroporto delle Marche ai fini del suo rilancio. Promuovere l’operatività delle compagnie aeree low-cost, per quanto attiene il trasporto passeggeri. La valorizzazione dell’unico aeroporto regionale avviene attraverso il piano aeroporti formulato dal Ministero dei Trasporti che se attuato eviterebbe il declassamento messo in atto da ENAV che sta diminuendo le apparecchiature per il rilevamento e la trasmissione dei dati metereologici.

9. Interporto Marche fa parte dei 15 interporti italiani ricompresi nella rete TEN-T dall’UE (Rail Road Terminal). Occorre migliorare i collegamenti ferroviari ed eleminare le strozzature per rendere omogenee le capacità di trasporto su ferro (messa in esercizio di treni merci da 750 metri di lunghezza, adeguamento sagome di gallerie e ponti, come ad esempio la galleria di Cattolica) e come piattaforma logistica integrata e collegata con porto e aeroporto e con la ferrovia Roma – Falconara e l’Adriatica.

10. Raddoppio della Orte Falconara. E’ necessario ottenere dal Governo l’impegno per il raddoppio della linea ferroviaria Orte – Falconara tenendo conto che nell’ambito del rinnovo del contratto di programma tra lo Stato e Ferrovie dello Stato (RFI) (2014 2017), la Camera dei Deputati ha chiesto di inserire tra le opere prioritarie proprio il raddoppio della Orte – Falconara.

11. Porto internazionale di Ancona. Lo scalo è inserito nella rete dei porti core (14 porti italiani) definita dalla UE e rientra nei programmi di sviluppo con scadenze già indicate (2020 e 2050). Il progetto predisposto dal Governo (documento del Ministero Infrastrutture e Trasporti dell’8 marzo 2015) è in contrasto con la programmazione comunitaria e prevede la soppressione delle Autorità Portuali (compresa Ancona), con lo scopo di creare una nuova unità di missione a livello centrale, simile a quelle salite alle cronache di questi giorni. Quindi, va contrastato questo nuovo strumento governativo che agisce in deroga alle norme e procede in modo “opaco”, in grado di aggirare la lotta agli sprechi e alla corruzione. La proposta del Governo va contrastata anche sulle proposte riguardanti il lavoro portuale in quanto il disegno governativo prevede l’abolizione dell’art. 16 (le ex compagnie portuali e le imprese portuali strutturate), l’abolizione delle imprese art. 17 per la fornitura del lavoro temporaneo per i picchi di lavoro e la deregolamentazione totale del lavoro. Analogo attacco viene sferrato nei confronti dei servizi tecnico nautici (piloti, ormeggiatori e rimorchiatori) e neanche una parola per i dipendenti delle Autorità Portuali che si troverebbero senza lavoro per legge. Va invece sperimentata la possibilità di allargare le competenze dell’Autorità Portuale in altri porti della Regione da attuare in accordo con i Comuni interessati come già avvenuto in altre regioni. Inoltre su tutti i porti marchigiani situati alla foce dei fiumi va garantita una costante manutenzione dei fondali anche per evitare i danni alle imprese di pesca e del turismo che ogni anno si vedono costrette a sospendere le attività.

12. Le strade faraoniche e le procedure opache. La Società Quadrilatero avrebbe dovuto realizzare le infrastrutture stradali con il partenariato pubblico privato, con il plus valore da ricavare con i PAV e con la “cattura di valore” da ottenere mediante la vendita delle aree leader. In realtà gli investimenti sono stati solo e unicamente fondi pubblici! Chi ha costituito la Società Quadrilatero ha mentito a tutta la comunità. La struttura creata senza trasparenza si è rivelata costosa, un doppione di ANAS S.p.A., i costi delle opere sono lievitati a dismisura e i tempi di consegna delle opere non sono stati rispettati. Il MoVimento 5 Stelle si impegna a far uscire la Regione Marche dalla compagine societaria di Quadrilatero S.p.A. e dalla Società “socia” Centritalia S.p.A., fantasiosamente creata lo scorso anno per la Fano-Grosseto. Basta con i carrozzoni clientelari e mangiasoldi. Il MoVimento 5 Stelle continuerà in ogni modo a vigilare sulla concessione per la bretella di collegamento tra il Porto di Ancona e la grande viabilità (cosiddetta Uscita a Ovest). L’impegno dei nostri Consiglieri e Parlamentari ha già permesso di sventare i regali da centinaia di milioni di euro contenuti da clausole capestro per lo Stato. L’Autorità Nazionale Anti Corruzione presieduta dal Prof. Cantone sta indagando sulla vicenda e noi contribuiremo in modo chiaro e trasparente per evitare l’ennesimo scandalo nella realizzazione delle opere pubbliche che hanno costi enormi, nessun rapporto costi – benefici e un danno paesaggistico ambientale in una zona delicatissima quale è quella della “grande frana” di Ancona.