SALUTE E SANITÀ

PUBBLICA, ACCESSIBILE, GARANTITA, EFFICIENTE

Il bilancio della Regione Marche destina la gran parte dei fondi alla sanità. Questi fondi rappresentano i sacrifici e lo sforzo giornaliero dei cittadini. Questi sforzi devono essere ripagati offrendo una sanità in grado di soddisfare le esigenze dei cittadini stessi attraverso un servizio veramente pubblico, vicino alle diverse realtà regionali ed efficiente.

Quando si parla di sanità troppe volte ci si limita a ragionare sul modello che si vuole applicare, di manager e di concorsi. Sono aspetti importanti ma ai cittadini interessa prima di tutto avere la garanzia di un servizio che funzioni e che sia in grado di rispondere tempestivamente alle emergenze così come alle necessità meno urgenti. Bisogna attivarsi per ridurre drasticamente il fenomeno della mobilità che porta molti cittadini della regione a cercare prestazioni ospedaliere nelle regioni confinanti dove molto spesso si riceve un servizio migliore e con liste di attesa minori. Il tutto deve essere fatto con dati alla mano in grado di dimostrare quale sia la reale situazione della sanità regionale. Partire dai dati è l’unico modo per avere la certezza di poter programmare un percorso per il lungo periodo in grado di garantire il raggiungimento di obiettivi chiari e precisi. È altrettanto importante attivarsi per potenziare gli interventi mirati alla prevenzione delle malattie e alla formazione dei cittadini, in maniera tale da aumentare la consapevolezza su quale sia il giusto approccio al servizio sanitario. Questo a lungo termine consentirebbe di diminuire le richieste di prestazioni inutili e quindi agevolare chi ha effettivamente la necessità di essere assistito.

Le proposte del Movimento 5 Stelle sono quindi a medio e lungo termine: piani ambiziosi hanno bisogno di anni per realizzarsi, più di una legislatura e non vogliamo che accada quello che è proprio accaduto nelle Marche. Di fatto gli attuali amministratori hanno cambiato struttura, obiettivi e investimenti del sistema sanitario regionale, seguendo principi non del tutto chiari e ortodossi e soprattutto senza la dovuta condivisione con i cittadini.

1. Accesso ai servizi sanitari (CUP, prescrizioni esami diagnostici, ricoveri) e rapporti con gli utenti: il cittadino che percepisce un bisogno di salute deve poter accedere in qualsiasi momento ad un sistema che lo informi nel modo più esauriente su quale struttura può rispondere al bisogno percepito.

a. Possibilità di prenotazione delle visite diagnostiche tramite farmacie, medici di famiglia, medici specialistici e strutture territoriali (l’obiettivo è di prenotare direttamente all’atto della prescrizione in modo da ridurre i tempi che un utente deve dedicare all’attività).

b. Diffusione di presidi orientati ad una maggiore efficienza nell’utilizzo delle risorse, che facilitino l’utilizzo dei servizi sanitari: quali sms per la terapia, applicazioni di telemonitoraggio, robotica, domotica.

c. Efficientamento della infrastruttura telematica, di comunicazione, informatica e di elaborazione dati, anche al fine di renderla trasparente ai cittadini.

2. Sistema dei trasporti e delle emergenze (trasporti interni, trasferimenti fuori/regione, riordino emergenza sanitaria): revisione radicale della organizzazione della rete di trasporti sanitari urgenti e non urgenti. Integrazione della rete dei trasporti non sanitari, di cittadini che debbano avere l’accesso a prestazioni anche ambulatoriali, e di operatori del SSR (Servizio Sanitario Regionale) che debbano spostarsi per motivi di servizio con il sistema dei trasporti regionali mediante la creazione di un apposito consorzio al quale possono partecipare anche i privati, all’interno di un piano dei trasporti integrato, e cofinanziato dal SSR. Centrale 118: Realizzazione di un’unica centrale di emergenza regionale in grado di coordinare anche eventi eccezionali con riduzione costi rispetto alla situazione attuale.

3. Acquisti sanitari e non sanitari (CONSIP, centrale regionale, sistemi di rilevazione dei prezzi, valutazione costi/efficacia dei prodotto farmaceutici, parafarmaceutici, attrezzature sanitarie, EDP ECT) Regolamento vincolante per la costituzione delle commissioni che redigono i capitolati di gara, con particolare riferimento alle specifiche tecniche, attraverso:

a. gli acquisti saranno programmati ed effettuati con il duplice scopo di raggiungere un rapporto volume/ordine tale da permettere una diminuzione dei costi e ottenere una uniformità qualitativa del materiale in tutte le strutture regionali che garantisca il massimo rapporto costo efficienza/efficacia;

b. lo sviluppo di capitolati di acquisto sia per i prodotti che per i servizi, che garantisca la più ampi a partecipazione di tutti i fornitori;

c. il rispetto della normativa, in tema di acquisti elettronici, verifica della qualità delle offerte in fase di consegna, implementazione degli acquisti sul mercato elettronico con eventuale uso delle carte di credito aziendali.

4. Amministrazione e controllo attraverso:

a. bilancio economico-finanziario-patrimoniale di ogni struttura e relativo bilancio sociale nel rispetto dell’utenza;

b. bilancio delle aziende sanitarie, comprese le partecipate, certificate da Enti internazionali;

c. struttura informatica di controllo delle prenotazioni e delle prestazioni erogate al fine di evitare abusi o rendite di posizione (dati numerici e soglie di allarme);

d. struttura informatica di controllo delle attività svolte nelle varie strutture;

e. possibilità di pagamento delle prestazioni sanitarie tramite bonifico o carta di credito direttamente da casa (riduzione del tempo per l’utente);

f. accentramento di tutte le strutture amministrative al fine di ottimizzare i costi (buste paga, gestione personale, controllo di gestione delle singole strutture, bilancio);

g. struttura informatica di controllo degli acquisti con soglie di allarme in caso di superamento dei costi standard;

h. gestione dei magazzini con eliminazione del materiale in deposito non utilizzato;

i. cartelle cliniche e storia sanitaria dell’utente accessibile informaticamente dall’utente stesso. Questo comporta la registrazione informatica di tutte le attività sanitarie svolte da un utente, di tutti gli esiti diagnostici, di tutte le visite, sia in strutture private sia pubbliche, i vantaggi sono che l’utente non deve ripetere l’anamnesi ogni volta che cambia medico specialistico o ingresso in ospedale o ingresso in strutture territoriali, inoltre non deve tornare presso la struttura diagnostica a ritirare i referti.

5. Partecipazione delle piccole e medie imprese al sistema delle forniture di beni e servizi, attraverso bandi chiari e trasparenti e uniformati per prodotto/servizio con continuità nel tempo.

6. Ristrutturazione del terzo settore, modifica dei rapporti con il SSR. Creazione di sinergie fra sistemi inter- regionali e imprese.

7. Prevenzione e campagne di prevenzione, il Piano Nazionale della Prevenzione, il controllo dell’utilizzo dei finanziamenti per la prevenzione. Applicazione piena delle legge sull’osservatorio Epidemiologico regionale, revisione della organizzazione delle strutture dedicate alla prevenzione, costruzione di un nuovo dipartimento.

8. Introduzione del Chronic Care Model, come modello di assistenza medica dei pazienti affetti da malattie croniche, per favorire il miglioramento della condizione dei malati cronici e l’approccio “proattivo” tra il personale sanitario e i pazienti stessi, con questi ultimi che diventano parte integrante del processo assistenziale, proprio con l’obiettivo di passare da un modello di “Medicina d’attesa”, dove il bisogno si trasforma in domanda, ad una “Sanità d’iniziativa”.

9. Potenziamento dell’assistenza domiciliare

10. Assetto definitivo della rete ospedaliera (più chiara e comprensibile possibile per il cittadino), adeguamento DEFINITIVO della rete ospedaliera alle indicazioni nazionali, revisione della strutturazione dei servizi intermedi ospedalieri e loro integrazione a rete, revisione delle reti cliniche e della rete trasfusionale; integrazione fra rete ospedaliera e prestazioni complesse da erogarsi in ambiente ospedaliero. Inserimento dei poli ospedalieri nel piano dei trasporti regionale.

Azienda unica regionale inglobando le altre realtà sanitarie pubbliche attraverso:

a. strutture per aree omogenee: uscire dalla politica delle strutture provinciali e sviluppare una politica sanitaria in funzione delle aree territoriali al fine di ottimizzare la copertura dei territori (in particolare quelli dell’interno);

b. ospedali: sviluppare accordi con le regioni confinanti per valorizzare le discipline specialistiche dei vari ospedali; valutare un sistema di trasporto pubblico agevole per i poli ospedalieri;

c. sistema di controllo oggettivo sulla qualità dei servizi erogati nelle strutture private, sistema di controllo sull’appropriatezza dei ricoveri e delle attività svolte, revisione del sistema delle convenzioni al fine sia di salvaguardare la qualità del servizio sia di permettere il giusto utile alle aziende.

11. Territorio: capisaldi della rete territoriale. Case della salute, distretti, continuità delle cure, percorsi integrati multidisciplinari Integrazione su sistemi complessi: psichiatria, tossicodipendenze, attraverso:

a. centralità del medico di base tramite l’utilizzo delle strutture territoriali;

b. realizzare ospedali di comunità o case della salute per ottenere la continuità assistenziale quanto più vicino possibile al domicilio abituale del paziente, risolvere problemi lievi dei pazienti, preparare i pazienti all’attività ospedaliera, assicurare un’assistenza H24, presenza di Punti di Primo Intervento dotati di tutte le apparecchiature, le strutture ed il personale necessario in modo da garantire livelli di assistenza adeguati ai bisogni della popolazione, attività di diagnostica, attività ambulatoriali di medicina specialistica e generica;

c. sviluppare l’assistenza residenziale sanitaria per utenti cronici e per attività post acuta in maniera da permettere all’utente di curarsi nell’ambiente familiare.

12. Ridefinizione dei parametri quantitativi previsti dal regolamento stato/regioni e completa riscrittura della normativa regionale al fine di assicurare un’assistenza di emergenza efficiente ed efficace in tutte le zone dell’entroterra marchigiano, e garantire la piena operatività, limitata ad alcune specialità, di tutte le strutture ospedaliere già presenti sul territorio.

13. Reale controllo dei costi e del bilancio delle aziende attraverso sistemi di valutazione dei dirigenti e dei direttori.

14. Personale:

a. Il personale, a tutti i livelli deve essere selezionato esclusivamente tramite metodi oggettivi.

b. Sistema incentivante.

i. Il sistema incentivante/premiante deve essere unico in tutta la regione e non, come attualmente avviene, differenziato per struttura (a parità di mansione, un infermiere di un ospedale riceve un valore differente in base all’ospedale nel quale lavora).

ii. Il sistema degli incentivi deve essere costruito tenendo conto di un mix di parametri che valgono per tutto il sistema delle professioni e per tutte le categorie professionali: oggettivi e facilmente identificabili, che tengano conto della soddisfazione dell’utente, che tengano conto dell’orientamento verso l’appropriatezza basata sulle evidenze scientifiche.

c. Rimodulazione delle attività amministrative e delle attività di Direzione di struttura.

d. Gestione razionale dei trasferimenti del personale, evitando trasferimenti inutili.

e. Assunzione di personale tecnico al fine di rendere operativo l’intero comparto diagnostico su due turni giornalieri (16 ore), al fine di ridurre drasticamente le liste di attesa.