AGRICOLTURA

AGRICOLTURA SOSTENIBILE CARDINE E RELAZIONE TRA “UOMO” E TERRITORIO

Le Marche hanno un vasto territorio agricolo, in cui sono ancora vive antiche tradizioni contadine e sono presenti un grande numero di prodotti tipici conosciuti in tutto il modo.

Il Movimento 5 Stelle crede che per tenere vive queste tradizioni ed i prodotti tipici, la sostenibilità economica dell’agricoltura deve passare anche attraverso nuove forme di coltivazione rispettose dell’ambiente:

le coltivazioni biologiche e biodinamiche, la permacoltura, la lotta integrata e tutte le buone pratiche che limitano lo sfruttamento della risorse suolo e acqua. Favorendo le produzioni agricole tipiche del territorio marchigiano è possibile un rilancio dell’economia locale, così come favorendo amministrativamente ed economicamente lo sviluppo delle aziende agricole presenti, il ricambio generazionale degli addetti nell’agricoltura e facilitando il recupero delle zone agricole abbandonate e marginali.

Il nostro scopo principale è quello di snellire le burocrazia, e di creare un servizio regionale più presente nel territorio. Il territorio agricolo regionale deve essere protetto dalle coltivazioni OGM; vogliamo attivare strategie che garantiscano un approvvigionamento proteico non OGM per l’alimentazione animale, economicamente sostenibile per produttori e consumatori.

Inoltre è fondamentale presidiare la manutenzione e messa in sicurezza del territorio mettendo in atto le leggi già in vigore e contrastando la cementificazione del territorio e dei fiumi, aggiornando inoltre il Piano Regionale Forestale per tutelare e valorizzare ancor di più i nostri boschi e foreste, con particolare attenzione al supporto della prevenzione di eventi alluvionali e per attenuare il rischio idrogeologico.
Il Movimento 5 Stelle propone:

1. Snellimento della Burocrazia: semplificazione della enorme burocrazia che grava anche sulle imprese agricole e che genera costi che le rendono meno competitive rispetto a realtà equivalenti di altri Paesi europei. Semplificare la domanda di seminativo ed eliminare o ridurre al minimo la spesa per le domande riducendo i passaggi burocratici. Ottimizzare la promozione delle opportunità di finanziamento e sostegno dai fondi europei, garantendo procedure più rapide e trasparenti. Organizzare il lavoro dell’Amministrazione regionale che si occupa di ricerca fondi o aggregazione delle domande di progetti imprenditoriali agricoli. Qualificare il personale che deve eseguire i controlli operativi dei progetti realizzati sul territorio, per arrivare all’equilibrio ottimale tra monitoraggio ed esigenze di produzione.

2. Favorire lo sviluppo di un mercato interno per salvaguardare la competitività e il valore dei nostri prodotti tipici attraverso l’organizzazione di fiere, stand enogastronomici, convegni. Incentivare la filiera corta di qualità, sostenendo e promuovendo l’incontro tra produttori a km zero e consumatori locali sostenendo i centri commerciali naturali e i mercati contadini locali. Aiutare la nascita di mercati permanenti gestiti direttamente dagli agricoltori.

3. Valorizzare e tutelare i prodotti agricoli marchigiani e le eccellenze enogastronomiche regionali attraverso promozioni mirate antispeculative per supportare ed incentivare la sopravvivenza delle aziende favorendo la vendita diretta, la rete slow food e le attività agrituristiche. Potenziamento del marchio “Made in Marche”, agendo sul Piano di Sviluppo Rurale, assieme a regole ed indicazioni chiare sulle etichettature dei prodotti che riportino ogni singolo passaggio.

4. Proporre da subito delle azioni di rivolte al Parlamento Italiano per eliminare l’IMU agricola

5. Potenziamento dell’ASSAM.

6. Disincentivare l’uso dei diserbanti sui fossi o bordi stradali con apposita legge regionale che annulli tale pratica.

7. Promuovere lo sviluppo del turismo sostenibile nelle molteplici zone rurali di pregio non ancora valorizzate.
8. Favorire le pratiche agricole mirate al recupero e al mantenimento delle vecchie cultivar e del materiale germoplasmatico di valore (banca dei semi autoctoni), recupero delle produzioni antiche legate alla tradizione e all’identità del popolo marchigiano. Supportare la banca del germoplasma che le metta in relazione con i cittadini/agricoltori che vogliano diventare “custodi di semi”.

9. Incentivare le aziende biologiche, l’agricoltura sostenibile e altre pratiche agricole rispettose dell’ambiente (es: agricoltura mapi, “tecniche colturali su sodo” ecc.). Sempre nel rispetto e nella tutela delle aziende agricole convenzionali, punti di forza dell’economia marchigiana.

10. Incentivare le forme associative per fare impresa agricola e sostenere tutte le forme di rete tra agricoltori.

11. Sostenere i centri di ricerca per la sperimentazione e divulgazione nel settore agricolo e dell’ortofrutticoltura, favorendo la diffusione dei risultati degli studi al servizio della produttività e della AGRICOLTURA redditività delle aziende agricole e promuovendo la comunicazione fra il modo accademico e quello agricolo.

12. Revisionare il metodo di tariffazione dell’acqua ad uso irriguo, basando la nuova tassazione sull’effettivo consumo anziché sulla metratura della superficie di coltivazione.

13. Incentivare i sistemi di garanzia partecipata (PGS), sostenere le start-up, sostenere il credito alle aziende agricole.

14. Favorire il recupero delle zone agricole marginali e riportare l’agricoltura in montagna. Destinare i terreni bonificati ad attività agricole che necessitano di cooperazione tra più imprese.

15. Favorire lo spostamento dal I al II pilastro PAC, dal sostegno diretto alle aziende agricole allo sviluppo rurale.

16. Favorire l’autoproduzione locale, destinando terreni agricoli incolti, dismessi o mal curati a pensionati e studenti per lo sviluppo di orti urbani, orti collettivi e orti sinergici.
17. Sostenere lo sviluppo dei GAS (Gruppi di Acquisto Solidale)

18. Garantire una formazione permanente su tematiche importanti come PAC, fertilità del suolo, OGM e biodiversità, nuove colture da produrre con relativi costi/benefici delle metodologie e delle tecniche di riduzione dell’uso di diserbanti e fitofarmaci, coinvolgendo le strutture scolastiche del territorio. Sviluppare progetti di educazione agroalimentare a tutela dei consumatori e per un consumo più consapevole.

19. Rilanciare la coltivazione della canapa (Cannabis sativa).

20. Posizionare in siti strategici le arnie per favorire il ripopolamento delle api. Una attenzione particolare dovrà essere rivolta ai principi contenuti nei due documenti della Carta di Arcevia nelle quali a nostro avviso sono state inseriti i fondamenti indispensabili per lo sviluppo di una agricoltura sana e al servizio del territorio e dell’uomo